mercoledì 4 marzo 2009
Wu Ming
Ritornano il 4 marzo gli incontri aperti che la Nuova Accademia di Belle Arti Milano dedica a quanto può dirsi cultura. Questa volta partecipa Wu Ming, parola che in cinese mandarino vuol dire “senza nome”, ma che in questo caso è proprio il nome attribuitosi da un collettivo di scrittori, per lo più operante, almeno nei primi tempi, all’interno della sezione bolognese di un altro volutamente fantomatico progetto di scrittura, detto Luther Blisset Project.
In realtà, Wu Ming sono persone, e sono così identificate: con Wu Ming 1 abbiamo Roberto Bui; Giovanni Cattabriga è Wu MIng 2, e si sale fino al numero 5 con, in progressione, Luca Di Meo, Federico Guglielmi e Riccardo Pedrini.
Per la circostanza, lo scrittore “senza nome” è Roberto Bui, vale a dire Wu Ming 1. A lui il compito di presentare un volume e un dibattito che coinvolge, o secondo alcuni critici “coinvolgerebbe”, la narrativa italiana.
Ecco le parole dell’autore:
“Da quasi un anno, stimolato da un «memorandum» pubblicato in rete e oggi edito da Einaudi, un dibattito sta scuotendo il mondo della letteratura italiana.
È il dibattito sul «New Italian Epic», una nebulosa di romanzi e «oggetti narrativi non-identificati», un luogo in divenire che vale la pena esplorare, al confine tra pratiche antiche e nuovi media, sul crinale fra tradizione e futuro”.
Nel corso della loro carriera, i Wu Ming hanno già pubblicato un certo numero di romanzi, fra i quali segnaliamo Q; 54 e Manituana.
Per informazioni, si consultino www.wumingfoundation.com e www.wumingfoundation.com.




















